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March 09 Galimberti time..."A me non piace la definizione di "ateo" perché ad affibbiarmela sono coloro che credono in Dio
e guardano il mondo esclusivamente dal loro punto di vista,
dividendolo in quanti credono o non credono.
In questa etichettatura c'è tutta la prepotenza del loro schema mentale,
che fa della loro fede la discriminante tra gli uomini."
"Quanto poi a una ragione senza fede, mi pare che ciò rientri nello statuto della ragione,
che, come ci ricorda Kant, è un'isola piccolissima nell'oceano dell'irrazionale.
Viste le sue dimensioni,
mi conceda di essere tra quelli che si impegnano nella sua difesa."
"Talvolta mi chiedo se la Chiesa crede ancora in Dio.
È certo un'affermazione paradossale e provocatoria, ma ha una sua giustificazione:
quando la Chiesa interviene massicciamente per promuovere una legislazione favorevole alla sua etica,
allora ci possiamo chiedere se chi gestisce il potere ecclesiastico
crede più agli strumenti del mondo o all'opera di Dio. "
"Già il fatto che si parli dell'uomo come di un "capitale"
o vi si faccia riferimento come a una "risorsa" (le cosiddette "risorse umane")
la dice lunga in ordine al punto di vista che oggi si assume nel considerare l'uomo.
Tramontato il principio che regolava l'etica kantiana secondo cui:
"L'uomo va trattato sempre come un fine e mai come un "mezzo",
oggi vediamo che non solo l'immigrato, ma ciascuno di noi ha diritto di cittadinanza non in quanto esiste,
non in quanto è un uomo, ma solo in quanto "mezzo" di produzione e di profitto"
"È evidente che più la società si fa tecnologica, più si riducono i posti di lavoro.
E paradossalmente quello che è sempre stato il sogno più antico dell'uomo:
la liberazionde dal lavoro si sta trasformando in un incubo."
"E così, conferendo al nulla un potere semantico
che si irradia a distanza fino a significare qualsiasi cosa,
la moda risolve a buon prezzo problemi di identità che pongono fine all'angosciante interrogativo:
«Chi sono?»."
c'è da considerare se la vita offre un margine di senso sufficiente per giustificare tutta la fatica che si fa per vivere.
Se questo senso non si dà, se non c'è neppure la prospettiva di poterlo reperire,
se i giorni si succedono solo per distribuire insensatezza e dosi massicce di insignificanza,
allora si va alla ricerca di qualche anestetico capace di renderci insensibili alla vita. "
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